martedì 17 giugno 2014

Visto, in ritardo ma visto.






Prendo a prestito una leccandina locandina a caso.

Sì l'ho visto, se volete sapere se mi è piaciuto: mah!

Un po' Avatar, Lo Hobbit, Hocus Pocus, Harry Potter, guarda caso hanno le stesse iniziali H.P.

Insopportabili le tre fatine, che ero rimasto chiamarsi Flora, Fauna e Cemento (eccheccazzo) Serenella, e qui scopro chiamarsi in altro modo, chi se ne frega, nella prima versione a cartoni erano doppiate da Rina Morelli, Lydia Simonelli e Flamina Jandolo, per tacere di Malefica doppiata dalla grandissima Tina Lattanzio, sempre sia lode, (ho tenuto la versione VHS per avere la possibilità di riascoltarle ancora e ancora e ancora) e mi ritrovo con una che sembra la versione Hocus Pocus di Carrie Bradshow, solo più scema, una che ha litigato con la sciampista di JLD ed è uscita col cachet azzurrino sulle punte e l'insopportabile Professoressa Umbridge, che il caso ha voluto vestita di rosa sciropposo anche qui, il faticidio è una colpa? Si può essere condannati per aver trucidato tre fate imbecilli? Se sì, giustiziatemi pure.

Freghiamocene anche del fatto che con  la fiaba di Perrault questa c'entra un po' come il cavolo a merenda, se proprio volevamo dare una deriva buonista alla splendida Malefica potevamo far dormire 100 anni la piccola bestiolina e tutti gli abitanti del castello cosicché, vinta da noia e solitudine, la cara strega preferisca una vita votata alla bontà (e al risciacquo della passera) piuttosto che al maleficio. Insomma, minchia, diamogli un minimo di credibilità a questa favola.

Re Stefano: è un uomo, respira, ha potere... ha il suo perché.

Aurora: graziosa sorella Fanning.

Malefica: forse da sentire in lingua originale, senz'altro un doppiaggio che mi ha lasciato perplesso. Angelina Jolie, della quale nessuno discute la bellezza, come dice il Lord: famosa per cosa?

Interessante la sala con l'odorama che ad un certo punto ha diffuso un sentore di fogna intollerabile, tanto che ho dovuto urlare: smetti di scoreggiare e non dare la colpa al cane che non c'è.
(Chi c'era sa a cosa e chi mi riferisco).

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